Indicatori di anomalia della UIF ed il Modello Organizzativo ex D.Lgs.231

Con Comunicazione del 10 novembre 2020, UIF ha diffuso il documento ‘Schemi rappresentativi di comportamenti anomali ai sensi dell’articolo 6, comma 7, lettera b), del d.lgs. 231/2007 – Operatività connessa con illeciti fiscali’ che rappresenta un vero e proprio vademecum con gli indicatori di anomalia da tenere sotto controllo, che possono avere risvolti importanti anche nei protocolli del Modello organizzativo ex D.Lgs.231.

Obiettivo del documento è quello di fornire indicazioni ai fini dell’individuazione di operazioni sospette di riciclaggio da segnalare all’UIF, dunque destinatari del documento sono i soggetti destinatari dell’obbligo di segnalazioni sospette elencati nell’art.3 del D.Lgs. 231/2007 e successive modificazioni.

Ma dal momento che gli schemi individuati sono strettamente collegati al tema delle frodi sull’IVA, delle frodi fiscali internazionali e delle frodi nelle fatturazioni, il documento è di stretta attualità anche al fine di individuare protocolli utili per la prevenzione dei reati tributari nel Modello Organizzativo ex D.Lgs.231.

Schemi ed indicatori di anomalia

Quattro sono gli schemi di anomalia analizzati da UIF nella Comunicazione del 10 novembre 2020:

  1. Utilizzo ovvero emissione di fatture per operazioni inesistenti
  2. Frodi sull’IVA sull’IVA intracomunitaria
  3. Frodi fiscali internazionali ed altre forme di evasione fiscale internazionale
  4. Cessione di crediti fiscali fittizi ed altri indebiti utilizzi

Per ognuno degli schemi di anomalia qui definiti, l’UIF individua:

  • I settori imprenditoriali maggiormente a rischio
  • I profili soggettivi, ovvero riferibili ai soggetti coinvolti (persone fisiche e giuridiche) che costituiscono indicatori di anomalia
  • I profili oggettivi, ovvero riferibili alla tipologia di operazione, che costituiscono indicatori di anomalia

L’UIF ricorda che, ai fini dell’adempimento dell’obbligo di segnalazione di operazioni sospette, non è necessario che ricorrano contemporaneamente tutti gli elementi di anomalia, così come la presenza di un solo elemento non è di per sé sufficiente per procedere alla segnalazione.

E’ difatti la presenza di più elementi soggettivi ed oggettivi, tra loro concatenati dal punto di vista logico e temporale, che contribuiscono alla valutazione dell’operazione sospetta.

Riflessi nei protocolli del Modello Organizzativo ex D.Lgs.231

Se prendiamo in considerazione, per esempio, lo schema A, si capisce come da un lato tali attività possano essere prodromiche al trasferimento di disponibilità finanziarie di origine illecita (riciclaggio), dall’altro consentono di abbattere l’imponibile, con una riduzione del carico fiscale e la costituzione di riserve occulte (reati tributari e costituzione di fondi neri per attività corruttive.

E’ ben evidente pertanto che tali indicatori di anomalia possono costituire protocolli efficaci in un Modello Organizzativo ex D.Lgs.231 al fine di prevenire le fattispecie di cui sopra.

Gli indicatori di anomalia elencati da UIF devono essere però personalizzati e ridotti dalla singola azienda, al fine di estrapolarne un protocollo efficace e mirato da utilizzare sia ai fini delle prevenzione di ricettazione e riciclaggio, sia ai fini della prevenzione dei reati tributari (anche di tipo transfrontaliero) e, più a monte, della prevenzione della creazione di riserve occulte.

Scarica la Comunicazione UIF del 10.11.2020

Francesco Catenacci

Oltre 30 anni di esperienza nella consulenza societaria, tributaria e operazioni societarie straordinarie (fusioni, scissioni, conferimenti, compra-vendita di aziende e/o partecipazioni societarie); esperto di valutazioni aziendali e/o societarie; esperto in creazione modelli organizzativi ex D. Lgs. 231/2001 e membro di numerosi organismi di vigilanza.

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